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Cronaca di Gara dell'estoril MotoGP, penultimo appuntamento stagionale, Circuito do Estoril, cielo coperto, tensione palpabile anche se i protagonisti di questa rincorsa iridata sincerano tranquillità. Valentino Rossi in pole position, ma Nicky Hayden scatta in prima fila con il terzo tempo, con la possibilità seppur remota di chiudere anticipatamente i giochi. Tutto è pronto per questa incredibile corsa, sono le 15.00 in Portogallo, accensione, spegnimento del semaforo rosso...via!!! Perfetto start per Rossi che tiene la testa su Edwards, Pedrosa, Hayden, Stoner, Capirossi e Gibernau, ma Pedrosa passa subito il texano della Yamaha per la seconda posizione. Brutta, bruttissima caduta per Shinya Nakano alla Parabolica Interior, con il giapponese che resta a terra fermo nelle vie di fuga (ha sbattuto violentemente il capo). Si chiude il primo giro e alla staccata della Curva 1 all'esterno con un'incredibile manovra Nicky Hayden diventa terzo, tenendo così a stretto contatto Valentino Rossi. Doppia caduta dietro al poker dei piloti in testa: Casey Stoner scivola e Sete Gibernau non può evitarlo, salendo di fatto addosso alla Honda preparata dal team di Lucio Cecchinello. Con Edwards che si riprende la terza posizione, facciamo il punto della situazione con il riepilogo delle posizioni di testa: Rossi, Pedrosa, Edwards, Hayden, Elias (?!?), Capirossi e Vermeulen. Terzo giro, alla Gancho Colin Edwards passa incredibilmente in uno spazio infinitesimale (la massimo ci stava un foglio di carta velina nel mezzo) Pedrosa portandosi al secondo posto, ma occhio che dietro Toni Elias è una scheggia e ha raggiunto la coppia HRC, dove Hayden furentemente tira la staccata a Pedrosa e riesce a passarlo. Che emozioni in queste prime tornate, ma attenzione perchè Valentino Rossi sta andando in fuga. Quarto giro, Parabolica Interior, il fatto che decide il mondiale: Daniel Pedrosa entra dentro su Nicky Hayden, ma ancor prima perde l'anteriore e butta a terra il Kentucky Kid, entrambe le HRC a terra. Cose dell'altro mondo, non ci sono parole, se non quelle dell'americano che cerca con lo sguardo Pedrosa, si toglie il casco e inizia a urlare parole irripetibili. Il mondiale, purtroppo, prende la via di Tavullia, e adesso con la prima posizione di Valentino Rossi sono 13 i punti a vantaggio del sette volte iridato.
Figlio d'arte, suo padre Graziano Rossi ha corso nel motomondiale negli anni '70, cresciuto a Tavullia, Valentino inizia a prendere confidenza con i motori fin dalla più tenera età, mostrando subito il suo talento.
Nel 1995, a soli sedici anni diventa campione italiano della classe 125, l'anno successivo esordisce nel campionato del mondo (sempre nella 125), ed ottiene la sua prima vittoria nel Gran Premio della Repubblica Ceca a Brno, dopo aver conquistato anche la sua prima pole position. Nel 1997 sempre nella 125, ottiene il suo primo titolo mondiale, correndo con l'Aprilia.
L'anno seguente, sempre su Aprilia, passa alla classe 250. Dopo un primo anno di ambientamento, nel 1999 ottiene anche in questa classe il titolo iridato.
Il 2000 è l'anno del passaggio alla classe regina, la classe 500, e del cambio di moto. Firma, infatti, un contratto con la Honda. Anche nella 500 il primo anno è di studio, ma nel 2001, ultima stagione prima della sostituzione di questa classe con la MotoGP, arriva il terzo titolo iridato.
L'introduzione della nuova classe, nella quale tutti i piloti sono "esordienti", non costituisce problemi per Valentino, che riesce a imporsi fin dalla prima edizione (2002) e a bissare il titolo iridato l'anno successivo (2003).
Nella stagione 2004 Rossi passa alla Yamaha; inizialmente la mossa solleva qualche perplessità perché la nuova marca è giudicata tecnicamente inferiore alla Honda, nell'arco della stagione precedente ha infatti ottenuto solo un terzo posto. Valentino raccoglie comunque la sfida e porta nel nuovo team, oltre al suo talento, alcuni elementi chiave della sua vecchia squadra. Il risultato è una moto nettamente migliorata, anche se ancora inferiore alla Honda, che Valentino riesce però a portare alla vittoria nel motomondiale 2004, a dodici anni di distanza dall'ultimo titolo di un pilota Yamaha.
La stagione 2005 vede Valentino andare ancora contro tutti i pronostici, favorevoli alla Honda, dominando l'inizio della stagione. Si laurea campione del mondo con quattro gare di anticipo a Sepang, Malesia, il 25 settembre.
Il 2 agosto Rossi firma un rinnovo annuale con la Yamaha anche per la stagione 2006, rifiutando una lauta offerta della Ducati.
È il più giovane pilota di sempre ad aver vinto il Mondiale in tutte le cilindrate, ed è il primo pilota della storia ad aver vinto il titolo della premier class (prima la 500 cc ora la MotoGP) con differenti costruttori al primo anno. Da notare che Valentino Rossi è al momento l'unico pilota ad avere vinto il titolo nella classe MotoGP.
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