Il Palazzo Ducale

 

Il Palazzo Ducale di Pesaro si è configurato attraverso la sovrapposizione di più interventi edilizi, iniziati dai Malatesta e terminati dai Della Rovere. Fu innalzato sulla piazza principale della città, dove già si affacciava il Palazzo Comunale. A intervalli successivi, sulla prima costruzione malatestiana (nei sotterranei sono visibili i muri originari) vennero realizzati degli ampliamenti e, nel 1450, Alessandro Sforza faceva iniziare quelle modifiche che ne avrebbero determinato l'attuale assetto, almeno nella parte frontale. Questa si presenta con grossi pilastri bugnati di pietra d'Istria, che sorreggono le sei arcate a tutto sesto del porticato (nel quale si apre il portale d'accesso), scandite da corone di alloro. Sopra si aprono cinque finestroni che non coincidono coi sottostanti archi. Nell'angolo tra la piazza e l'attuale corso XI Settembre, vi era collocato un balconcino, demolito nel 1857, che serviva per le arringhe. Il culmine della parte frontale terminava con una merlatura,soppressa nel 1774 e poi riattata nel 1926,secondo una raffigurazione quattrocentesca. Questi ultimi lavori,condotti senza particolare rispetto delle forme originali, hanno alterato l'equilibrio architettonico del primitivo aspetto. All'interno, dietro le cinque finestre menzionate, è collocato un vastissimo salone d'onore (35 metri per 16 e mezzo), detto Metaurense, con il soffitto finemente decorato ad ottagoni, risalente all'epoca roveresca (1616). Durante il XVI secolo il palazzo subì diverse modifiche: dal cortile interno, all'ala lungo la via del Corso alle strutture decorative interne, sotto la direzione di Girolamo e successivamente, di Bartolomeo Genga. A Girolamo Genga si deve il progetto della stupenda loggia che si affaccia nel giardino segreto, con quattro colonne di arenaria poggianti su dei basamenti e addossate a pilastri, sostenenti cinque arcate sulle quali trovano collocazione cinque finestre con balconcino e timpani (alternati) ellittici e triangolari. Sulla via del Corso, a pianterreno, si aprivano le botteghe, mentre al primo piano vi erano collocati gli appartamenti della servitù. Sopra c'erano le stanze degli ospiti. Rimane sconosciuto l'autore del progetto della facciata che dà sulla piazza. Certamente si trattava di un architetto di straordinario eclettismo e di solida esperienza.

* da i Monumenti delle Marche

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